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Sostenere la trans-identità: Equilibrio e strategia

Manifestazione per i diritti dei giovani transgender

La transidentità non è solo una trasformazione personale, è un terremoto che ridefinisce l’ecosistema relazionale di ognuno. Questo percorso richiede un sostegno incondizionato e pone la questione della sostenibilità di questo accompagnamento. Come mantenere un sostegno costante ed efficace a lungo termine senza soccombere all’esaurimento o alle inevitabili incomprensioni?

Per essere sostenibile, l’impegno di una persona cara deve essere strutturato in modo da evitare l’esaurimento compassionevole. In questo articolo troverete tre strategie essenziali e importanti da mettere in atto.

Stabilire limiti sani

Una delle insidie più comuni per chi circonda una persona in fase di transizione è la tendenza a sconfinare in un sostegno illimitato e quindi estenuante. La transidentità viene spesso vissuta come una crisi e la reazione naturale di chi le sta intorno è quella di dedicarsi completamente ad essa.

Tuttavia, per essere un sostegno a lungo termine, è indispensabile comprendere e applicare il principio dell’ equilibrio personale. Si può aiutare solo se si è stabili e rigenerati.

Une femme tenant une pancarte qui dit fière maman d’un fils trans

Chiarire le proprie risorse e indisponibilità

La definizione dei limiti inizia con l’introspezione. Non si tratta di rifiutare l’aiuto, ma di determinare cosa si può offrire senza compromettere la propria salute mentale.

  • Definite le “zone rosse”: Identificate gli argomenti, i momenti o le richieste che vi mettono in difficoltà. Ad esempio, i limiti emotivi. Avete la capacità di ascoltare le stesse ansie per la decima volta questa settimana? Se no, affermatelo con delicatezza: “Ti sostengo, ma in questo momento ho bisogno di una pausa da questo argomento”.
  • Limiti di tempo: Stabilite delle fasce orarie in cui siete disponibili e delle fasce orarie in cui non lo siete. Mettere il telefono in silenzioso dopo le 21.00 o evitare conversazioni incentrate sulla transizione durante i pasti in famiglia sono atti legittimi di protezione.
  • Limiti logistici e finanziari: Il sostegno spesso comporta dei passi (appuntamenti medici, procedure amministrative, acquisti). È importante definire un budget o una quota di tempo per questi compiti. Potreste dire: “Ti porterò dal medico, ma non posso sottrarti al mio orario di lavoro ogni settimana”.

Superare il senso di colpa di “non fare abbastanza”.

Il senso di colpa è il più grande nemico dell’alleato. Molti cari si sentono obbligati a essere perfetti, a capire tutto subito o a mettere in secondo piano la propria vita. Ricordate che il senso di colpa è un sentimento, non un obbligo morale.

  • Strategie di affermazione: Usare l'”io”: formulare i propri bisogni in modo non accusatorio: “Sono stanco” invece di “Mi stai stancando”.
  • Dedrammatizzare il “No”: Rifiutare una richiesta non è un rifiuto della persona, ma la protezione di una risorsa (voi stessi). È un atto di conservazione per garantire la continuità del vostro sostegno.
  • Incoraggiare l’autonomia: Stabilire limiti chiari incoraggia le persone in transizione a sviluppare i propri meccanismi di resilienza e a cercare aiuto da altre reti (amici, associazioni, terapeuti).

Débardeur femme en noir et blanc à imprimé léopard

Educazione senza esaurimento

L’onere dell’istruzione è spesso il secondo fattore più logorante per i propri cari. Di fronte a un entourage disinformato, la persona di supporto si trova a gestire sia la propria comprensione che il benessere della persona cara in transizione, e a dover rispondere alle domande, all’imbarazzo e persino ai pregiudizi degli altri.

La strategia di outsourcing delle informazioni

La soluzione non è sapere tutto, ma sapere dove trovare le informazioni e come trasmetterle. Il ruolo dell’alleato deve evolvere da quello di “insegnante” a quello di “mediatore di risorse”.

  • Centralizzare e distribuire le risorse: Creare un semplice documento digitale che contenga link a fonti affidabili ed educative come associazioni LGBTQIA+, guide di salute pubblica sulla transidentità, FAQ o testimonianze. Questo approccio fornisce risposte a domande ricorrenti.
  • Il principio “fermati e reindirizza”: è essenziale distinguere tra domande sincere e richieste emotive. Se una domanda tocca l’intimità o argomenti che sono già stati spiegati, l’alleato deve concedersi il diritto di non rispondere immediatamente o completamente. Rimandare sempre alla risorsa centrale.

Definire il perimetro della “colpa” e dell’apprendimento

L’educazione non deve essere un campo di battaglia costante. L’alleato deve imparare a distinguere tra la goffaggine involontaria (l’occasionale nome non detto, l’uso del pronome sbagliato per abitudine) e la malizia deliberata (il rifiuto di usare il nuovo nome, i commenti offensivi).

  • Tolleranza dell’errore: L’apprendimento richiede tempo. Adottate un approccio benevolo nei confronti degli errori di chi vi circonda, correggendoli in modo rapido e concreto, senza creare drammi.
  • Intolleranza del rifiuto: Se chi vi circonda si rifiuta di imparare, è il momento di ribadire il limite.

Mediazione

Nonostante i limiti chiari e gli sforzi educativi, i conflitti e i blocchi emotivi possono persistere. Il ruolo dell’alleato si trasforma allora in quello di mediatore, che cerca di creare uno spazio di dialogo, riconoscendo al contempo quando l’intervento di un terzo professionista diventa indispensabile.

Gestire il conflitto: la mediazione benevola

L’obiettivo della mediazione è tradurre le emozioni di ciascuna parte per superare l’incomprensione reciproca.

Tradurre i bisogni: Gli scontri spesso nascono da paure inespresse. La persona in transizione può esprimere la frustrazione attraverso la rabbia. Chi lo circonda può mascherare la propria confusione con il rifiuto. Il mediatore deve riformulare per rivelare i bisogni:

  • Invece di: “Non stai facendo alcuno sforzo per i miei pronomi!”. Potrebbe dire: “Quello che [nome della persona] sta esprimendo è che sentirsi riconosciuto è essenziale per il suo benessere. È un bisogno di convalida, non un attacco personale a te”.
  • Invece di: “Non capirò mai questa scelta!”. L’alleato può riformulare dicendo: “Vedo che hai paura di perdere la persona che conoscevi. Di quali garanzie hai bisogno per capire che l’amore rimane?”.

In realtà, l’alleato è colui che facilita la comunicazione, assicurandosi che ogni voce sia ascoltata senza giudizio.

Riconoscere la necessità di un aiuto professionale

Ci sono situazioni in cui i confini vengono costantemente violati, l’educazione non viene ricevuta e la mediazione emotiva viene negata. Questo è il segnale che è arrivato il momento di esternalizzare il supportoemotivo e relazionale.

  • Supporto individuale: La persona in transizione dovrebbe avere accesso a un terapeuta specializzato in transidentità. L’alleato stesso dovrebbe consultare un terapeuta per gestire il proprio stress e il senso di colpa.
  • Terapia familiare: In caso di spaccatura familiare o di rifiuto assoluto da parte di un membro chiave della famiglia, la terapia di coppia o familiare può fornire un contesto ideale. Il terapeuta, non essendo coinvolto emotivamente, può applicare strategie di comunicazione e confronto che l’alleato non può permettersi di usare senza danneggiare la relazione.
  • Gruppi di sostegno: Indirizzare la persona amata e la famiglia a gruppi di sostegno consente di condividere esperienze, normalizzare le difficoltà e ricevere consigli da persone che hanno già vissuto situazioni simili.

Sostenere una persona in transizione richiede coraggio e strategia. L’alleato deve innanzitutto fissare dei limiti precisi per preservare le energie. Poi, deve delegare il carico educativo a risorse esterne. Infine, in caso di ostacoli, deve passare dal ruolo di mediatore a quello di facilitatore e di aiuto professionale. Questo equilibrio è essenziale per un approccio umano e pacifico al sostegno della transidentità.

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A proposito dell'autore

Pamela Dupont

Scrivendo di relazioni e sessualità, Pamela Dupont ha trovato la sua passione: creare articoli accattivanti che esplorano le emozioni umane. Ogni progetto è per lei un'avventura piena di desiderio, amore e passione. Attraverso i suoi articoli, cerca di toccare i suoi lettori offrendo loro prospettive nuove e arricchenti sulle proprie emozioni ed esperienze.

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